È responsabile di negligenza: “Federica Pellegrini nel caso Sinner concorda con la sentenza della WADA”

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La campionessa italiana di nuoto Federica Pellegrini ha espresso la sua opinione sul caso di doping che coinvolge il tennista numero uno al mondo Jannik Sinner. Sinner è risultato positivo due volte a marzo 2024 alla sostanza proibita clostebol. Ad agosto, un tribunale indipendente lo ha scagionato da ogni illecito, accettando la sua spiegazione secondo cui la sostanza è entrata nel suo sistema inavvertitamente attraverso l’uso di uno spray medico da parte del suo fisioterapista. Tuttavia, l’Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha fatto ricorso contro questa decisione e si prevede che la Corte arbitrale dello sport (CAS) emetterà una sentenza definitiva a febbraio 2025.

In un’intervista con La Stampa, Pellegrini ha espresso la sua curiosità sul caso, affermando: “Sono convinta che non abbia assunto volontariamente sostanze dopanti, ma non è questo il punto. Finora ci hanno sempre detto che l’atleta è responsabile a prescindere”. Ha sottolineato il principio di responsabilità oggettiva nei regolamenti antidoping, in base al quale gli atleti sono ritenuti responsabili per qualsiasi sostanza proibita trovata nel loro corpo, indipendentemente dall’intenzione.

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Pellegrini ha anche tracciato dei parallelismi con il caso del collega nuotatore Federico Turrini, che ha ricevuto una sospensione di due anni dopo essere risultato positivo a causa di un collirio contaminato prescritto per una grave infezione oculare. Ha sottolineato la necessità di regole chiare e precise, soprattutto se le prospettive sulla responsabilità degli atleti stanno cambiando. “Se la visione cambia, servono regole precise. L’appello per Sinner darà indicazioni sul percorso che vogliono intraprendere”, ha aggiunto. citeturn0search0

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Questo caso ha scatenato discussioni più ampie sulle potenziali incongruenze nell’applicazione delle misure antidoping. La leggenda del tennis Roger Federer ha commentato la situazione, suggerendo che Sinner è stato fortunato a evitare una sospensione provvisoria e mettendo in discussione la coerenza del processo. Federer ha osservato: “Penso che tutti noi crediamo abbastanza che Jannik non abbia fatto nulla, ma l’incoerenza potenziale che non ha dovuto stare fuori mentre non erano sicuri al 100% di cosa stesse succedendo, penso che questa sia la domanda a cui bisogna rispondere”. citeturn0news9

Si prevede che l’esito dell’appello della WADA e la prossima sentenza del CAS avranno implicazioni significative sul modo in cui i casi di doping involontario saranno gestiti in futuro, potenzialmente spingendo a rivalutare il principio di responsabilità oggettiva nello sport.

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